Moringa Oleifera

Sembra sia la novità, ma ORIGINI NATURALI è dal 2015 che ha il prodotto a base di Moringa.

Adesso tutti ne parlano, tutti la usano per le sue preziose proprietà nella cosmetica, ma non dimentichiamoci le proprietà nutrizionali della Moringa….

Moringa oleifera la pianta della longevità esiste!

E’ la Moringa Oleifera conosciuta anche con il nome di “albero del rafano” che deve questo suo appellativo al forte odore di rafano sprigionato dalle radici.

Gli alberi del genere Moringa sono conosciuti da tempo come alberi dei miracoli. Chi la conosce l’ha ribattezzata albero della vita”, la pianta che non muore mai e di lei non si butta via niente. Tutte le parti dell’albero sono commestibili, dalle radici alle foglie, quindi fondamentale per prevenire malattie e malnutrizione fra le popolazioni di alcune latitudini. Infatti Moringa Oleifera viene utilizzata come Super Food in Africa e in Sud America per combattere il fenomeno della malnutrizione.

Moringa oleifera Lam. e una pianta arborea della zona tropicale, considerata una delle più nutritive al mondo perché ricca di ben 92 nutrienti, tra cui antiossidanti, proteine, Sali minerali e vitamine, e per questo viene chiamato albero “miracoloso”. L’albero e originario della zona sub-Himalayana che spazia dal Pakistan e Afghanistan, fino alla regione occidentale dell’India e al Bangladesh. Oggi M. oleifera e diffusa e cresce spontaneamente in buona parte della fascia tropicale ed equatoriale di tutto il pianeta; e coltivata in Africa (Ghana, Senegal, Malawi), Asia (Filippine, Thailandia), America Latina (Nicaragua, Bolivia), Caraibi, Florida e Isole Pacifiche (Fiji).

Il nome Moringa proviene da Murungai in lingua Tamil, in inglese viene chiamata “drumstick tree” per la forma dei baccelli o “horseradish tree” per il sapore pungente della radice, somigliante al rafano, o anche “Ben-oil tree” per i componenti dell’olio dei semi (Ramachandran et al. 1980).

Caratteristiche botaniche: Moringa oleifera fa parte della famiglia Moringaceae, diviso nell’unico genere Moringa con 13 specie. Moringa oleifera e un albero sempreverde di crescita veloce con una chioma ombrelliforme, che puo arrivare fino a 7-10 metri. Le foglie composte, con foglioline ovali pennate, opposte, impari, crescono alla punta dei rami, la pagina inferiore ha una colorazione verde piu chiara della superiore. I fiori hanno petali bianchi, profumati, macchiati di giallo alla base, e formano delle pannocchie ascellari. I frutti sono dei grandi baccelli a sezione triangolare, lunghi 20-60 cm. Ogni baccello contiene 12-35 semi rotondi circondati da un involucro semipermeabile di colore marrone, con 3 ali laterali bianche a 120° che aiutano nella disseminazione (fig.1). La produzione annuale dei semi e abbastanza alta, 15.000-25.000/albero, circa 30 tonnellate/ha. Il legno del fusto e pugnoso e morbido, quindi inutile per la produzione di utensili o per l’edilizia. In condizioni di siccita la pianta puo trasformare il fusto in un organo di accumulo di acqua o sostanze nutritive, assumendo una forma rigonfia a bottiglia. Le radici tuberose crescono estese (Ramachandran et al. 1980).

Costituenti nutrizionali e altri metaboliti: A tal proposito riportiamo quanto ha evidenziato il Prof. Luigi Campanella dell’Università La Sapienza.

“La Moringa Oleifera moltiplica la vita, nel vero senso della parola. Ogni pianta ha mille fiori, ottimi produttori di nettare per le api, che profumano come un gelsomino, ma nel sapore ricordano gli asparagi. Il suo contenuto proteico riguarda in particolar modo il fogliame e i semi. Il 25% del peso delle foglie (100gr) sono proteine: quanto le uova o il doppio del latte. Il contenuto di ferro è 25 volte maggiore degli spinaci, il contenuto di calcio 17 volte maggiore del latte ed il contenuto di potassio 15 volte maggiore delle banane.

I baccelli della Moringa Oleifera contengono 16-22 semi ciascuno (conosciuti come potenti afrodisiaci) da cui si estrae dal 30% al 50% di olio: dolce e saporito, non diventa rancido ed è di elevata qualità. L’olio di Moringa contiene infatti dal 65% al 76% di acido oleico, un valore simile a quello dell’olio d’oliva. Estratti gli oli dai semi, la pasta residua contiene il 60% di proteine pregiate: una quantità enorme se si considera che il residuo dell’analogo trattamento della soia produce dal 30% al 35% di proteine. Proprio la pasta ricavata dal processo di spremitura dei semi di moringa, viene usata per purificare l’acqua potabile: lo sapevano già nell’antico Egitto, quando sfruttavano le proprietà della farina.

L’ ORAC della Moringa Oleifera, acronimo di “Oxygen radical absorbance capacity” (che misura il potere antiossidante degli alimenti che combattono i radicali liberi presenti nel nostro organismo) è di 157.600 punti (contro 35.000 delle bacche di Goji).

Foglie, baccelli e semi della Moringa contengono un’elevata quantità di metaboliti primari: zuccheri semplici, amido, grassi, proteine e vitamine; i baccelli presentano una elevata quantità di proteine, mentre nel fusto predominano gli zuccheri. Le foglie contengono elevate quantità sia di metaboliti primari che secondari (Sharma et al. 2010).

I semi sono oleaginosi e l’olio rappresenta circa 40% del loro peso fresco. La composizione dell’olio di Moringa somiglia a quella dell’olio d’oliva, infatti l’acido oleico e il maggiore acido grasso insaturo presente, in quantità del 65-73%, una percentuale abbastanza alta rispetto ai comuni oli vegetali, che ne contengono circa 40%. Altri acidi grassi saturi presenti sono l’acido palmitico (5-9%), acido stearico (5-7%), acido benico (6-9%). L’olio contiene inoltre fitosteroli, tra cui b-sitosterolo e stigmasterolo, e tocoferolo (vitamina E) che lo rendono stabile nel tempo. L’olio e limpido, dolce, senza odore e non irrancidisce; trova impiego come alimento, come olio industriale e nell’industria cosmetica.

Le foglie rappresentano il maggiore organo di accumulo delle proteine, caratterizzate dall’elevata presenza degli otto aminoacidi essenziali che l’organismo umano non e capace di produrre. Un dato straordinario per un vegetale e la quantità di proteine presenti (27-29%), che supera 2 volte quella del latte, mentre i legumi ne contengono il 18-25% e i cereali circa il 10% (Foidl et al. 2001; Sharma et al., 2010; Dhakar et al., 2011). La pianta e inoltre ricca di vitamine e minerali, presenti soprattutto nelle foglie e nei baccelli. Numerosi metaboliti secondari sono presenti nei diversi organi della pianta, tra cui nelle foglie e nei semi spiccano i glucosinolati legati a uno zucchero (il ramnosio), tra cui la glucomoringina [4-(a-L-ramnopiranosil-oxi) benzil glucosinolato], il 4-(4-O-a-L-ramnopiranosil-oxi) benzil isotiocianato, la glicoside niazirina, e la pterygospermina. Questo composto si dissocia in due molecole di benzil isotiocianato, ed e conosciuto fin dagli anni 1950 per la sua azione antimicrobica. I semi contengono inoltre numerosi fitati (depositi di fosforo). Nelle foglie si ritrovano tannini, saponine, fitati, flavonoidi (tra cui quercetina e kaempferolo in maggiori quantita), acidi fenolici (acido clorogenico, acido gallico e acido ferulico), glicosidi nitrilici, niazirina e niazirinina. I fiori presentano amino acidi, cere, quercetina e kaempferolo, potassio e calcio. (Anwar et al., 2007; Bennett et al., 2003; Mbikay, 2012; Fahey, 2005).

Nelle radici i metaboliti più importanti sono due alcaloidi chiamati moringina e moringinina (quest’ultima è stata identificata per la prima volta nel 1935 come una benzilammina), ma sono presenti anche il dipeptide aurantiamide acetato e la glucomoringina. 

Usi e proprietà La storia di M. oleifera e documentata fin dai tempi antichi: in Egitto il suo olio era utilizzato nelle creme e profumi; in India le foglie e i frutti erano usati per la cura della pelle, mentre i frutti erano considerati un alimento altamente energetico; per la medicina tradizionale ayurvedica la pianta previene circa 300 malattie. 

Uso alimentare La pianta viene utilizzata nell’alimentazione umana e animale per gli altissimi valori nutritivi delle foglie e dei semi: le proteine, minerali, acidi grassi sono facilmente biodisponibili e non vengono alterati dalla cottura, dall’essicazione o dallo stoccaggio.

Le foglie sono usate nelle minestre o lessate come gli spinaci. Le giovani foglie e i fiori possono essere mangiati anche crudi come insalata; dai fiori si preparano delle bevande come te e tisane. I baccelli acerbi, ancora verdi, sono cucinati allo stesso modo dei fagiolini. Per il consumo dei semi e necessario eliminare l’involucro esterno amaro, previa bollitura in acqua. I semi, se arrostiti, assumono un sapore da arachide, possono anche essere macinati e usati per insaporire le pietanze. L’olio vegetale spremuto dai semi e utilizzato per l’elevato contenuto di acido oleico. Una salsa piccante viene ottenuta dalle radici cotte nell’aceto. La linfa ottenuta dal tronco può essere usata come addensante delle salse (Foidl et al., 2001).

Uso cosmetico: L’industria cosmetica usa l’olio di Moringa per la sua capacita di fissare fragranze nei profumi e per aumentare la spalmabilità degli oli dopo l’aggiunta di antiossidanti (tocoferoli) o di pigmenti (ossido di ferro monoidrato). L’olio viene introdotto nelle creme per proteggere la pelle dagli agenti esterni e dall’invecchiamento, e nei prodotti per capelli per la sua capacita condizionante e rafforzante (Fahey, 2005; Foidl et al., 2001).

Uso fitoterapico: Secondo le tradizioni popolari diffuse nel mondo M. oleifera e usata per vari disturbi tra cui infezioni, bronchite, catarro, mal di gola, anemia, dissenteria, colite, reumatismo, mal di testa e per la sua azione colagoga e galattagoga (Anwar et al., 2007, Fahey, 2005). M. oleifera e usata per le sua attività antinfiammatoria e antiossidante.

Alcune di queste attività sono state accertate: l’attività antibiotica e dovuta alla presenza di pterigospermina. Durante gli ultimi anni e stato scoperto che Helicobacter pylori, che causa la gastrite e l’ulcera gastrica, e suscettibile agli isotiocianati (Fahey, 2005); la proprieta antiglicemica e dovuta alla presenza sinergica di acido clorogenico, quercetina, moringinina e niazirina (Mbikay, 2012). L’olio ricco di acidi grassi monoinsaturi può diminuire il rischio di malattie cardiovascolari, e anche la presenza di tiocarbammati e isotiocianati cosi come dell’alcaloide moringinina e dei glucosinolati inducono un’azione ipotensiva attraverso un effetto di calcio-antagonista (Anwar et al., 2007, Mbikay, 2012);

Altri composti antiossidanti presenti nella Moringa sono le vitamine tra cui la vitamina E, che protegge le membrane cellulari dai metalli e tossine e aiuta a prevenire l’ossidazione del colesterolo LDL (Mbikay, 2012).

Altri usi: Un’interessante scoperta e stata la capacita dei semi di purificare in maniera veloce ed economica acque o liquidi torbidi, oli vegetali, bevande. Dopo la spremitura, le crocchette dei semi hanno un contenuto alto di proteine e alcune (circa 1%) sono poli-elettroliti cationici attivi che possono neutralizzare, tramite la flocculazione, i colloidi di fango e di sporcizia aventi una carica negativa, che possono essere presenti nei liquidi torbidi. A livello casalingo un seme viene macinato con poca acqua (1 litro per un seme), si passa la soluzione omogenea ottenuta in un setaccio a maglia fine e il filtrato viene aggiunto al liquido da purificare mantenendolo per circa mezz’ora con una leggera agitazione. Dopo aver lasciato il tutto per circa un’ora, si ottiene il liquido purificato. Un’ultima proprietà e quella degli estratti fogliari, che agiscono come fitoregolatori di crescita: M. oleifera sintetizza dei metaboliti del tipo citochinine-simili. Alcuni studi hanno dimostrato che l’estratto fogliare somministrato sui campi coltivati stimola la crescita, le piante diventano più solide e più resistenti alle malattie e insetti, e aumentano la produzione sviluppando dei frutti più grandi (Foidl et al., 2001).

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